Il Camaleonte aristocratico, gabellotto, galantuomo


Nel solco del Gattopardo, oltre il Gattopardo. La Sicilia del secondo Ottocento non è più vista con gli occhi degli aristocratici Conte di Salina, Principi Laurentano e Francalanza. Il narratore non è persona fisica, né Gattopardo, né intellettuale onnisciente, ma coscienza storica, quella di una piccola comunità locale, Poggio San Lorenzo. Accidenti della storia, sorta per il capriccio della famiglia nobiliare dei Vitagliano, è elevata a paradigma del contrastato processo di transizione della società neo-feudale alla società borghese e liberale del secondo Ottocento.  Sullo sfondo delle stagioni politiche, via via succedutesi, il riformismo borbonico, il tradimento del processo risorgimentale nell’isola, la costruzione dell’Unità nazionale, la mai sopita questione agraria e contadina, il romanzo mette sotto la lente d’ingrandimento gli attori e il loro contributo al processo di trasformazione politico-istituzionale. Marchesi e baroni, popolane e baronesse, gabellotti e massari,  don e contadini,  intendenti e professionisti, maggiordomi e governanti, capitani e provvisonieri, preti e monsignori, non sono solo i protagonisti del romanzo, ma persone reali in carne ed ossa, capaci di definire la cultura di un’epoca, i suoi assetti economici e produttivi, la giustizia e la legge, le relazioni sociali, l’istruzione e il lavoro, lo sviluppo o il suo ritardo.  Una lettura composita e articolata dà voce a una pluralità di tipi non ideali, ma concreti e reali, tale da offrire l’immagine che la società del secondo Ottocento aveva di se stessa, dei suoi modelli culturali, dei suoi valori, dei suoi conflitti sociali, della religiosità, non ultimi, dei suoi assetti istituzionali e politici in un momento e luogo in cui la transizione dal “vecchio” al “nuovo” si fa più accidentata e tortuosa.