Don Lorenzo Milani prete e maestro

copertina_MilaniA quarant’anni dalla morte del priore di Barbiana la figura e l’eredità di Don Lorenzo Milani sono oggetto, ancora oggi di accese dispute. L’autore tenta una rilettura del pensiero e dell’opera milaniani, da un’angolatura diversa da  quella che venne fuori alla fine degli anni ’60, caratterizzato dallo scontro ideologico e politico  tra le due culture egemoni, quella cattolica e marxista. La tesi dell’autore è che in quegli anni fu fatta una lettura in chiave essenzialmente socio-politica che presentò il priore come “il prete rosso”, “il contestatore”, “il rivoluzionario” e il suo scritto più famoso, Lettera a una professoressa, come il il “libretto rosso” del ’68 italiano, definizione che dobbiamo al linguista Tullio De Mauro e al pedagogista di scuola marxista Lucio Lombardo Radice. Dalla cultura marxista  priva di una dottrina pedagogica sistematica ed organica, e per questo molto attenta a cogliere tutte le occasioni possibili per un’elaborazione dottrinale e teoretica di prassi educative coerenti con i nuclei tematici di pensiero pedagogico engelsiani e marxiani, furono messi in evidenza gli aspetti che più si presentavano funzionali al suo disegno di egemonia sulla società italiana: la denuncia anti-borghese del sistema di sfruttamento e di oppressione delle classi lavoratrici, la critica alla funzione di classe svolta dalla scuola, il disvelamento dei meccanismi di selezione, le istanze pacifiste, il tutto disgiunto dalle motivazioni cristiane da cui profondamente sgorgavano.  Quella lettura, che non a caso misconobbe l’opera prima di Don Milani Esperienze Pastorali, fu interessata e di parte. Il pensiero e la prassi educativa di don Lorenzo, infatti, non possono essere ridotti alla sola pars destruens, alla categoria della pura e semplice contestazione. V’è nel pensiero del priore di Barbiana una pars construens che può essere desunta da una lettura comparata dei suoi scritti più famosi: Lettera a una professoressa e l’Obbedienza non è più una virtù, con la sua opera prima Esperienze pastorali, la sola che può fornirci le coordinate umane, culturali, ma soprattutto religiose, senza le quali ogni pretesa di comprendere il Milani prete-maestro risulterebbe del tutto fuorviante. La stessa collocazione del pensiero pedagogico milaniano nella storia della pedagogia andrebbe rivista. Alle indiscutibili istanze sociali e libertarie riteniamo vada aggiunta una dimensione teoretica spiritualistica o più precisamente personalistica, che don Lorenzo espresse certamente sul piano della prassi educativa concreta, e che fa del priore di Barbiana, a pieno titolo, un autorevolissimo rappresentante del personalismo cattolico contemporaneo.
 Copertina_Milani – 1  Premessa   – 
Capitolo 1 La vita e le opere  –  Capitolo 2 Esperienze pastorali   – 
–  Capitolo 3 Lettera a una professoressa  –  Capitolo 4 L’obbedienza non è più una virtù   – 
–  Capitolo 5 Fede e ragione  –   Capitolo 6 Il personalismo   – 
 Capitolo 7 Rivoluzione e politica  –  Capitolo 8 Il classismo